



Sì, proprio tu
Il primo biglietto l'ho notato lunedì.
Era attaccato alla finestra di un appartamento sulla strada che percorrevo ogni giorno.
Diceva semplicemente "Ciao".
Mercoledì ho visto il secondo: "Sì, proprio tu".
Mi sono guardata intorno: nessuno lo guardava.
Venerdì aveva piovuto e il vetro era appannato, con il dito avevano disegnato un cuore.
Quando ho letto "I tuoi occhi sono così grandi che ho bisogno di una bussola per non perdermi", sono rimasta mezz'ora a fissarlo.
Il giorno dopo c'era scritto "Però ho una gran voglia di perdermi".
Ho suonato il campanello, hai aperto e mi hai regalato il tuo sorriso più bello.
autrice: Bianca

Mi chiamo Arthur McCarthy
Mi chiamo Arthur McCarthy e questo pomeriggio ucciderò un uomo.
Non l'ho mai visto e non lo conosco, so solo che si chiama Marc, lavora alla ferramenta ed è un bastardo.
Mia sorella è morta perché ha aperto la porta all'uomo sbagliato.
Elizabeth era una bambolina e Marc lo sapeva, poi lei è rimasta incinta, era felice. Lui, invece, si è incazzato.
Lizzy mi ha telefonato in lacrime, le ho detto di stare tranquilla, hanno suonato alla sua porta, l'ha fatto entrare e ho sentito tutto.
Questa mattina sono salito sul treno, sono passato a casa di Lizzy , ho trovato una foto del bastardo.
Adesso sono qui che aspetto che esca dalla ferramenta.

La decima ora
Continuavo a camminare per quella stanza perché non potevo fermarmi.
Stanza-corridoio-stanza.
Ero inquieto e nervoso.
Attraverso la parete sentivo le sua urla che mi arrivavano diritto al cervello, non potevo farci nulla anche se ne ero in parte responsabile, avevo collaborato a quella situazione.
Ero inchiodato lì.
Stanza-corridoio-stanza.
Mani sudate.
Era quasi l'alba, ormai erano dieci ore che eravamo lì. Speravo facesse in fretta, così avrebbe smesso di soffrire.
Le urla sono cessate, ho fissato quella porta finché non si è aperta, una infermiera si è affacciata e mi ha detto: "E' nato, mamma e bimbo stanno bene".
Ero felice.
autrice: Bianca

Una piccola storia d'amore
Solo quando mi toccavi ero vivo, e allora, indipendentemente dalla mia volontà, vibravo.
I primi giorni che sono arrivato a casa tua passavi molto tempo insieme a me.
A volte indugiavi, insoddisfatta, ricercavi qualcosa che non veniva. Sbuffavi.
L'innamoramento non è durato a lungo, forse un paio di mesi, poi ti sei stancata di me.
"Sei volubile e capricciosa", diceva tua madre.
Hai scrollato le spalle e sei uscita in giardino.
Ero ingombrante, così tua madre mi ha venduto.
"Avrei tanto voluto che imparasse a suonare il pianoforte..." è stata l'ultima frase che ho sentito mentre mi caricavano sul camion.
autrice: Bianca

Un grazie non guasterebbe e come ti chiami ?
Soul signore .
Soul? Sei un musicista?
No signore sono niente e cerco tutto .
Viaggi di notte , tanta fretta di arrivare ?
Ho la visita militare signore e ho ancora parecchia strada.
Scontroso e silenzioso questo capellone pensò provando inaspettato piacere nell’averlo come compagno di viaggio l’agente di commercio.
L’automobile potente e silenziosa , la calda notte di Puglia , la tanta stanchezza ma Soul non voleva addormentarsi gli pareva stranamente di lasciare solo qualcuno….
“L’angelo è arrivato , l’angelo non ha parlato , l’angelo cercava…” scrisse
autore: emilio

La prossima notte
Ci avrei riprovato, anche se rischiavo di morire.
"La prossima notte è quella buona - mi avevano detto - il mare sarà calmo".
Ho pagato il passaggio con soldi presi in prestito, li avrei restituiti una volta iniziato a lavorare, il posto ce l'avevo già, me l'aveva procurato mio fratello partito sei mesi fa.
Avrei dormito da lui. Avrei lavorato duro, a qualsiasi condizione, avrei trovato un appartamento e mia moglie e i miei figli mi avrebbero raggiunto.
I ragazzi sarebbero andati a scuola e avremmo avuto una macchina e il frigorifero.
Ma questa notte il mare ha inghiottito me e i miei sogni di una vita migliore.
autrice: Bianca

Vedo il mondo attraverso una fessura.
Quando ho compiuto otto anni mio padre ha deciso che era ora che mi coprissi. Mia madre non ha detto nulla e mi ha infilato questo vestito che mi copre dalla testa ai piedi. Lei non parla mai, va al pozzo, cucina per lui e per noi. La sua non vita. Sua sorella si è data fuoco il mese scorso: incidente domestico. Mamma ha pianto di nascosto. Il prossimo anno mi sposo, mamma dice che sarà una festa bellissima, ma i suoi occhi non sorridono.
Poi andrò a prendere l'acqua, cucinerò per mio marito e i nostri figli.
E, forse, un giorno avrò un incidente domestico.
autrice: Bianca




Non ti chiamo più AMORE
Ricordo come fosse adesso le tue parole "non hai ancora capito?...e da un po' che non ti chiamo più Amore" nemmeno una pugnalata poteva colpirmi più forte e farmi sanguinare fino a sentimi sfinita.
Si ricordo che mi chiamavi amore, un attimo fa ...no era un mese fa!!!
Un posacenere ancora pieno delle tue schifosissime sigarette puzzolenti e lerce attraversa l'aria e si infrange sul muro accanto a te...come vorrei ti avesse colpito...e invece no, rimarrà come segno immutato di un tempo finito....la nostra storia!!
Mi guardi spavaldo e ripeti con un sorriso beffardo, quanta cattiveria in quel volto ancora amato, e rimango a guardati a mia volta senza sorrisi, senza beffa, senza vita.

Yawn!
Con un balzo sono in cucina
Margerita,
la chiamo così perché il suo odore assomiglia a quello del fiore,
sta armeggiando appetitosaggini.
Mi faccio un po' sentire per ricordarle che è l'ora della mia colazione.
La circondo e la travolgo ballandole intorno.
Lei si stufa e grida
la colazione è servita
Mangio in fretta prima che sparisca, ho una fame da lupo!
Finita!
con due balzi sono sul divano
Stanotte ho sognato caccia avventurosa a topi gustosissimi che mi sono mangiato,
ma non mi è rimasto nessun sapore in bocca.
Margherita sta per uscire
Mi metto davanti la porta
voglio rincorrere qualche topo!
Lei grida e mi spinge dentro,
riesce a fregarmi e chiude la porta.
Sono di nuovo suo prigioniero...
...continuerò a sognare.
autrice: Puff


