
- Come ti chiami?
- Come il titolo di un film di Nanni Moretti.
- Ecce Bombo?
- Ah ah ah! No! E nemmeno Palombella Rossa.
Avrò avuto circa sei anni.
Mio padre diceva che passando davanti alle vetrine delle librerie i libri gli dicevano:
"Prendimi, prendimi", e così tornava sempre a casa con un libro sotto braccio.
Il risultato erano pareti tappezzate di libri e frigorifero e armadio vuoti. Sono cresciuta a pasta e patate, cosa non imputabile alla scarsa fantasia culinaria di mia madre.
Ricordo quando lo vedevo immerso in quelle pagine che sembravano trasportarlo lontanissimo, mi chiedevo dove andasse, dove lo portassero. Più tardi ho scoperto da sola la magia che si nasconde dentro a un libro.
Adoro i libri, li amo fisicamente, mi piace toccarli, maneggiarli, curiosare tra le pagine, farmi sorprendere, accarezzare dalle parole, coccolare dalle frasi.
E' strano pensare come le lettere dell'alfabeto siano una manciata, ma come dal loro accostamento sia possibile trarre sempre qualcosa di nuovo ed emozionante.
Nel frattempo andavo in giro con gli abiti smessi di cugini e conoscenti dai quali risultavano accostamenti improbabili, ricordo ancora oggi una specie di impermeabile rosso ciliegia lucido, di un ancor più improbabile tessuto spesso di plastica accompagnato da un'enorme sciarpa turchese. Orribile!
E così non ho mai imparato a vestirmi.
autrice: Bianca




Claudia Bruni - Di mattina presto, a digiuno - edizioni 9muse.net
